Chi di voi, da piccolo, non ha mai letto un fumetto con Amelia, la stregaccia che perseguita Paperon De’ Paperoni per cercare di rubargli la moneta Numero 1? Quest’ultima serve alla fattucchiera per completare un potente incantesimo. E’ l’ingrediente mancante, insieme a tante altre “schifezze”, tra le quali…le ali di pipistrello, l’ingrediente animalesco più gettonate dalle streghe.
Perché? Nel medioevo, alcuni incantesimi di magia veniva trascritti su carta utilizzando il sangue del pipistrello. Alcuni pensano che questa sia una usanza tramandata da vecchi stregoni, che vivevano da soli in grotte umide, e utilizzavano i pipistrelli per avere del liquido con il quale scrivere. E pare fosse un tipo di inchiostro molto efficiente!
Altri invece hanno scritto che in passato le ali di pipistrello venivano viste come ali dai poteri magici, capaci di guidare il loro animale anche senza l’aiuto della vista. Per questo le ali di pipistrello sono molto presenti nelle storie di magia, stregoneria, e nei ricettari di magia rossa o nera (raramente li ho trovati nelle ricette di magia bianca): si pensa che nelle sue fibre ci fossero poteri magici che venissero poi trasmessi nella ricetta da formulare.
Ancora oggi i pipistrelli vengono utilizzati nei rituali di magia. Per catturarli si utilizzano delle gabbie, chiamate “BatBox” (tipo questa), che i pipistrelli rintracciano facilmente con i loro “sonar”. In media questi rifugi vengono abitati dai pipistrelli in pochi giorni, se la zona è molto abitata sia dai pipistrelli che dalle persone. Se messo al riparo, ad esempio sotto la grondaia del tetto, i pipistrelli individueranno facilmente il box e lo “colonizzeranno” insieme ad altri pipistrelli. Dopodiché….sono tutti vostri!


























