Molte volte troviamo le parole “magia”, “mago”, utilizzate nelle frasi del parlare quotidiano per esprimere una particolare mirabilia di un concetto, una persona, o una cosa.
Pensiamo a quando un calciatore segna un bellissimo gol, e leggiamo sui giornali “magia di…”; oppure a quando il termine “mago” viene utilizzato per esprimere il massimo grado di bravura in una professione, ad esempio “è un mago dell’informatica”. Vi siete mai chiesti da dove viene la parola “mago”?
Da questi sacerdoti deriva l’influenza di poteri particolarmente destri ed eccezionali con il mondo dell’aldilà, visto che i rituali della loro religione richiedevano molti interventi in diretto contatto con il mondo della natura, quello animali, floreale e spirituale. Il termine “mago” è poi rimasto nei secoli per indicare il più alto livello di iniziazione ai riti esoterici, prestando poi la sua figura all’immaginario dell’uomo, per i grandi generi fantasy e le canzoni medievali dove il mago però veniva spesso avvicinato a figure negative come quelle dello “stregone” e dello “sciamano”.





























