Sant’Antonio: Storia e Leggenda

Con la ricorrenza di S’Antonio Abate, ieri è cominciato ufficialmente il carnevale. Intorno alla figura e alla storia leggendaria dell’eremita egiziano la tradizione cristiana si lega ad una serie di storie popolari.

L’eremita che a soli 20 anni abbandonò tutti i suoi averi per ritirarsi ad una vita spirituale nel deserto è il santo protettore di tutti quelli che hanno a che fare con il fuoco, perché la storia vuole che il Santo si sia recato all’inferno a contendere con il demonio le anime dei peccatori.

Ma a lui si rivolgono anche gli afflitti dal male degli ardenti (conosciuto anche come fuoco di Sant’Antonio)  cui corrispondono a due diverse malattie: l’ergotismo, causato da un fungo parassita delle graminacee, e l’herpes zoster, causato dal virus varicella-zoster, che si riattiva nell’organismo in concomitanza con un indebolimento delle difese immunitarie a causa dell’età o patologie gravi. La storia vuole che all’eremita si rivolgessero i degenti afflitti da questi mali che si manifestano sotto forma di eritemi e vescicole, il cui liquido delle vescicole è contagioso.

Antonio nacque a Coma in Egitto intorno al 251, la storia lo vuole figlio di agiati agricoltori cristiani. orfano prima dei vent’anni, con un patrimonio da amministrare. Nonostante la prospettiva di una vita agiata sentì di dover seguire l’esortazione evangelica e distribuì tutti i suoi averi ai poveri per condurre la vita solitaria che già altri anacoreti facevano nei deserti attorno alla sua città, vivendo in preghiera, povertà e castità. La storia leggendaria di questo santo è ricca di aneddoti e curiosità. Fra le tante  va ricordato che Sant’Antonio è considerato anche il protettore degli animali domestici.

Per questa ragione spesso è ritratto accanto ad un maiale con al collo una campanella, anche se il maiale è simbolo del demonio, lo stesso sconfitto dal santo eremita.

La tradizionale raffigurazione con il maiale deriva anche dal fatto che l’ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare i suini nei centri abitati, perché con il loro grasso venivano unti gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant’Antonio.

Secondo una leggenda del Veneto, poi,  la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare e in questa occasione i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio.

 
Sant’Antonio: Storia e Leggenda


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